Balli,Danze e Bassadanze

Danze nobili e misurate, dall’andamento solenne, tipiche espressioni del XVI secolo

Guglielmo Ebreo

Danze nobili e misurate, dall’andamento solenne, tipiche espressioni del XV secolo

* ANELLO, ballo in quattro, di Messer Domenico da Piacenza o da Ferrara: la versione originale prevede, appunto, quattro danzatori che si dispongono a coppie, due a due. Come molti balli dell’epoca ha un’azione narrativa che rimanda ad un semplice gioco infantile.

* CUPIDO, bassadanza “alla fila” composta per Guglielmo: detta la danza “regina”, “per dignissime madonne e non plebeie”, quasi sempre per coppie di danzatori, ma a volte si trova l’indicazione: “si fa a fila in quanti si vole”; si sviluppava lungo linee orizzontali e seguendo i misteri dell’astrologia e della numerologia.

* LIONCELLO o LEONCELLO VECCHIO, ballo a due, di Messer Domenico, composto per le nozze di Leonello D’Este e Margherita Gonzaga: abbandonata la tematica del corteggiamento amoroso, la danza vuole ricreare una sorta di scelta giocosa di una dama di Corte su chi sarà la sua compagna di giochi preferita.

* PAVANA FERRARESE (Anonimo): musica e sequenza di passi riprendono la tradizione strumentale e di danza tipica della Corte Estense; dal Rinascimento, infatti, molte danze popolari subirono una precisa stilizzazione ed i loro ritmi vennero spesso assunti nella sfera della musica colta.

*  PRINCIPESSA, bassadanza “alla fila”, fatta per Guglielmo: lenta e cerimoniale, si opponeva a danze librate come il “Saltarello”, una danza popolare italiana, di movimento vivace.

* MARCHESANA, ballo a due, composta da Messer Domenico da Piacenza o da Ferrara: fu più volte ripresa in onore di Isabella d’Este, sposa di Francesco Gonzaga, la “Marchesana” di Mantova, colei che, a Ferrara, era adorata come dea e protettrice delle arti. Lo stesso Ludovico Ariosto le dedicò questi versi: “…D’opere illustri e di bei studi amica / ch’io non so ben se più leggiadra e bella / mi debba dire, o più saggia e pudica, / liberale e magnanima Isabella…”.

* SPERO, ballo in tre, composto per Guglielmo: in origine, rappresentava, simbolicamente, un corteggiamento fra due dame ed un cavaliere, in cui ciascuna delle dame nutre la speranza, appunto, di essere scelta dal cavaliere. La versione più diffusa è quella approntata da Guglielmo Ebreo da Pesaro, ma ne esistono diverse varianti, fra cui spicca quella a cura di Domenico da Piacenza o da Ferrara.

* COLONNESE o COLONESE, ballo a sei, composto da Guglielmo Ebreo da Pesaro: il titolo del ballo deriva dalla particolare disposizione dei danzatori (coreografia a sei), nonché dalla dedica a Madonna Sveva, della Famiglia Colonna, moglie, in seconde nozze, di Alessandro Sforza.

* LE NOVE MUSE o “L’armonie du monde”: bassadanza musicata dal compositore francese Guillaume Faugues, a cui si attribuiscono molte “canzoni” – tra le quali, l’“Homme armé” – di epoca rinascimentale.

* LA FORTUNA, a tre, di Marsetto da Perugia: la danza mette in scena l’alterno gioco della sorte, che gira senza sosta; si presenta, infatti, come sfida scherzosa tra il “signore dell’anello” o qualunque altro oggetto che simboleggi il potere, e gli altri due partecipanti.

* CATERVA o CATERVA DI GUGLIELMO, in tre: bassadanza della metà del ‘400, eseguita a tre e composta da Guglielmo Ebreo da Pesaro; su di un ritmo sempre regolare, si svolge lenta, solenne e astratta.

* BIALTE’ DE CASTIGLIA, ballo a tre: danza di corte di andamento moderato, che sostituì, all’inizio del ‘500, la bassadanza, ed ebbe il suo periodo di massimo splendore tra il XVI ed il XVII secolo.

* VERÇEPPE, ballo a cinque: Domenico da Piacenza o da Ferrara trae ispirazione dalla battaglia di Verçeppe del ciclo di Re Artù; il Cornazano, anni dopo, nel vedere e trascrivere la danza ha, invece, l’impressione di una “scaramuccia”, di uno scherzo amoroso o di altro tipo.

* VENUS, danza a tre, di Guglielmo: anche un grande signore come Lorenzo dè Medici, detto il Magnifico, amava la danza, tanto che venne composta per lui questa bassadanza, in cui le danzatrici creano diverse forme geometriche per porre in risalto la figura centrale, Venere, dea dell’amore e della bellezza.

* GIOVE o JUPITER, ballo in tre, alla fila, per due cavalieri ed una dama, di Messer Domenico: l' armonia e l' ordine nei movimenti coreografici, le catene di scambi incrociati, ricreano, nella danza, l’allacciarsi continuo dei pianeti alle stelle fisse.

* PHOEBUS/FEBO, bassadanza in tre, fatta per Domenico da Piacenza o da Ferrara: danza caratterizzata da unità ed armonia, nonché dall’antico ed indissolubile legame che unisce l’uomo al tempo ed allo spazio. 

* CASTELLANA, bassadanza in coppia: la dama si trova sempre alla destra del cavaliere ed, insieme, si muovono nello spazio disegnando cerchi ed altre figure.