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ACCADDE … DOMANI

Questo piccolo spazio, nel nostro sito, è riservato a quella che, appunto, alcuni chiamano La Piccola Storia, quella che a volte può anche non finire nelle grandi pubblicazioni, nelle Opere Omnia, ma che comunque contrassegna la vita di tutti i giorni, la storia che narra quello che …

21/febbraio/1953
Un grande passo in avanti anche a Ferrara nel mondo di una più moderna alimentazione: la centrale del latte inizia la commercializzazione del latte in bottiglie, confezionate, sterilizzate e sigillate. Questo ad un costo leggermente più alto della solita distribuzione: costa  80 lire a bottiglia, mentre il latte sfuso era commercializzato a 72 lire. Comunque non sarà più necessario bollire il latte prima del consumo.
20/febbraio/1885
Un uomo, il cui grandissimo ingegno segnò il mondo finanziario,del credito, in particolare nel campo della marina mercantile, dello sviluppo turistico-alberghiero vede i natali a Ferrara: Vittorio Cini, di nobile e ricca famiglia. Viene eletto nel 1934 senatore e fu tra i sostenitori a Roma della progettazione e costruzione del quartiere Eur e della esposizione universale chiamata “E42”. In nome di suo figlio Giorgio, tragicamente scomparso in un sciagura aerea nel ’48, istituisce nell’isola di S.Giorgio a Venezia, una importantissima fondazione di promozione culturale e scientifica. Nella nostra  città, sempre al figlio Giorgio, è intestato un istituto culturale religioso sito in un palazzo donato dal conte. Non fu estraneo neanche al mondo più laico della attualità della moda, dello spettacolo: sposò la conosciutissima diva del cinema muto Lyda Borelli.
19/febbraio/1797
Il territorio del boscone di Mesola e relative costruzioni,tra le quali la villa,prima di proprietà degli Estensi e poi del governo Pontificio, vengono ceduti  alla Repubblica  francese, in ossequio del trattato di Tolentino. Nella sua storia più recente, nel 1919, il latifondo della Mesola entra nelle proprietà della Società per la bonifica ferrarese. Oggi il bosco rappresenta un meraviglioso esempio di bio-diversità.
18/febbraio/1945
Grande manifestazione a Bondeno delle donne del territorio che scendono in piazza contro la pressione dei nazi-fascisti in difesa dei loro uomini, soggetti ai rastrellamenti. Durante un comizio tenuto dal palazzo comunale, vengono distrutti i registri dell’anagrafe per impedire di rintracciare gli uomini.
17/febbraio/1525
Le problematiche relative alla gestione della caccia, non sono cose proprie dei nostri tempi, anzi se ne trova traccia fin dai tempi antichi e sicuramente da quelli degli Estensi :chiaramente allora le norme trovavano più preciso rispetto, e comunque erano tenute in maggior conto, se le cronache  riportano la vicenda di tal Domenico della Roversella, che fu giudicato, condannato a morte e giustiziato “per aver ammazzato due fagiani”.
16/febbraio/1264
Un lutto, destinato a lasciare conseguenze in futuro, sconvolge la corte estense: muore Azzo Novello,gli succede, per meriti propri ma principalmente per le importanti manovre di Aldigerio Fontana, molto potente  a corte,il giovanissimo Obizzo II, figlio di Rinaldo, appena diciassettenne. Obizzo II d’Este assume cosi il titolo di primo podestà di Ferrara.
15/febbraio/1481
Di questo periodo è una lettera che Lorenzo de’ Medici invia a Ercole d’Este, per ringraziarlo di un dono che l’Estense gli aveva fatto avere “Io ringrazio l’eccellenza vostra del salame che s’è degnato di mandarmi e che mi è stato graditissimo….”Si tratta di una, evidentemente riuscitissima, salama da succo, che poi prende il nome di salamina da sugo.
14/febbraio/1860
Per il processo di statalizzazione, l’Università di Ferrara assume il nome definitivo di Università degli studi. Inizialmente le facoltà sono quattro: giurisprudenza, farmacia, medicina e chirurgia, scienze matematiche,fisiche e naturali. L’anno accademico 1994-95 vede ben 12709 iscritti.
13/febbraio/1960
Via Ghiara, a Ferrara vede, a fianco del celebre palazzo Tassoni, la nascita del padiglione “Lombroso” dedicato a ospitare i servizi psichiatrici del territorio. Avrà questa funzione fino agli anni Settanta, allorquando un nuovo movimento definito Psichiatria democratica, precursore Antonio Slavich, supererà l’istituzione manicomiale, definitivamente conclusa  con la legge 180.
11/febbraio/1910

Aroldo Bonzagni, grande pittore, vignettista satirico  e cartellonista, è tra i firmatari a Milano del Manifesto dei pittori Futuristi; moltissime delle sue  opere sono conservate a Cento.
8/febbraio/1419
Arriva in città il Pontefice Martino V e lo accoglie il marchese Nicolò III  (solo con l’arrivo di Borso viene acquisito il titolo di Duca). Buoni sono i rapporti in questo periodo tra Ferrara e il Papato, tanto che Martino V legittimò Leonello, uno dei tanti figli naturali di Nicolò.
8/febbraio/1591
Cento da i natali ad un grandissimo artista,uno dei più grandi pittori del Seicento, Giovanni Francesco Barbieri detto il”Guercino”. Questo appellativo gli giunge per un accentuato strabismo del suo occhio destro,che lo angustia fin dalla adolescenza.
7/febbraio/1929
Narrano le cronache di un altro freddissimo inverno: le acque del Po rimangono gelate per molti giorni, e anche questa volta è una grande sofferenza per i senza casa che dormono in ricoveri di fortuna. Se ne ricorda uno, Apollonio Formaggi, che viene trovato morto nell’androne del Ridotto del Teatro Comunale.
7/febbraio/1951
Un decreto del Presidente della Repubblica sancisce la nascita dell’Ente per la colonizzazione del Delta Padano. Lo scopo, all’interno della legge di riforma fondiaria, è quello di far diventare gli operatori agricoli, con un termine che ha segnato un’epoca, assegnatari ossia proprietari di piccoli appezzamenti terrieri, finalizzando questa operazione ad una migliore e più importante produzione. L’area interessata  andava da Chioggia a Ravenna.
6/febbraio/1849
Continuano gli asti,ben presto sfociati in scontri, tra i ferraresi e gli austriaci. La tensione è continua e in uno scontro viene ucciso un giovane, Giacomo Sani.
5/febbraio/1831
Esplodono i moti rivoluzionari. Prima a Modena, poi in pochi giorni anche a Ferrara:si verificano scontri violenti con le truppe pontificie. Si nomina una giunta cittadina, il cui segretario è il conte Gaetano Recchi.
3/febbraio
Festa di San Biagio; in quanto grande taumaturgo, amato come protettore della gola, ancora oggi vede affollarsi la sua Chiesa a Ferrara in via Lucchesi, di fedeli che onorano le sue reliquie.
3/febbraio/1502
Un momento di grandissima festa nello splendore degli Este:entra in Ferrara Lucrezia Borgia, figlia del Cardinale Roderic de Borja, poi Papa Alessandro VI, che va in sposa al duca Alfonso I. L’evento è salutato con una serie di festeggiamenti, tra balli di gala in Palazzo Schifanoia e rappresentazioni teatrali nel Palazzo della Ragione. Le cronache riportano che un ladro strappò ad un nobile presente una preziosa collana e che, catturato, fu tosto impiccato.Lucrezia, grazie al suo stile e alla sua intelligenza, riusci ben presto a far dimenticare ai suoi sudditi le origini non cristalline e i suoi due matrimoni precedenti,dovuti comunque ad una ragion di stato, fu comunque una accorta donna politica e illuminata mecenate.
1/febbraio/1827
Comacchio, inizia a gestire direttamente i problemi delle valli, questo per volere del Pontefice Leone XII. Tale disposizione avrà valore fino al 7 luglio del 1868 ma già nel 1859 i territori passeranno sotto il potere del Governo Italiano.

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Gruppo Danza

Foto di Luaro Casoni

Il Gruppo Danza della Corte Ducale è attivo dal 2008 circa ed è guidato dalla Maestra Cinzia Longhi, costantemente dedita allo studio dei trattati tersicorei del ‘400-‘500. Il gruppo studia danze ispirate a coreografie del Rinascimento, allestite in occasione delle grandi feste di Corte, in cui si intrecciano Concretezza e Poesia ed il cui sfarzo era volto a celebrare la ricchezza ed il prestigio dei Nobil Signori.

Gruppo Armigeri

Il Gruppo Armigeri ricopre il ruolo di guardia armata del Duca Borso, ed è un gruppo di uomini che ha il compito di scortare il Duca nelle diverse esibizioni cui la Corte Ducale è chiamata a prendere parte.
E’ costituito dal Capitano, guardia privata del Duca, che ha il compito di coordinare il resto del gruppo negli spostamenti all’interno del corteo o durante le rappresentazioni, e da altre guardie armate.

Il Gruppo Armati fa rivivere il primato dei maestri d’arme, che fra il 1100 e il 1500 rappresentavano l’espressione più alta della scuola schermistica delle corti italiane. Questa scuola ha prodotto il “Flos Duellatorum”, trattato scritto nel 1409 da Fiore dei Liberi da Premariacco, sulle pose utilizzabili in duello.

http://www.dailymotion.com/video/xl1u2i 

 

Il Palio di Ferrara

Fotografie di Valentina Tomasi

Ferrara vanta le corse al Palio più antiche d’Italia. Il Palio ferrarese venne istituzionalizzato dal Comune di Ferrara nel 1279 confermando una tradizione popolare nata venti anni prima per festeggiare la vittoria di Azzo VII Novello su Ezzelino da Romano, vicario dell’Imperatore tedesco, nella sanguinosa battaglia di Cassano d’Adda. Con gli statuti cittadini del 1279 la tradizione alle corse del Palio fu codificata e fu stabilito che si disputassero quattro diverse corse (quella dei ragazzi, quella delle ragazze, delle asine e dei cavalli) in due date precise: il 23 aprile per la festa di S.Giorgio, patrono della città, e il 15 agosto in onore della Vergine Assunta.
Le cronache del tempo riferiscono che simili corse si tenevano anche in occasione di avvenimenti particolari come nascite, matrimoni o visite illustri. Le corse ferraresi erano così rinomate che vi partecipavano anche famiglie nobili di altre città. Nel 1466, ad esempio, Re Ferdinando di Napoli volle mettere alla prova la velocità dei suoi cavalli, mentre nel 1475 i Gonzaga, marchesi di Mantova, parteciparono al Palio con 19 cavalli vincendo l’ambito drappo. Il premio per il vincitore delle corse dei cavalli era appunto un “palio” ovvero un drappo di stoffa pregiata, mentre al secondo e  al terzo classificato andavano rispettivamente una porchetta e un gallo.
Attualmente le corse si disputano una volta all’anno, nell’ultima domenica del mese di maggio. La scelta di questa data è stata fatta per rievocare una delle più straordinarie edizioni, quella del 1471, voluta per accogliere Borso d’Este di ritorno da Roma dopo essere stato insignito Duca di Ferrara da Papa Paolo II. Dopo la devoluzione dello stato estense alla Santa Sede, le feste continuarono ma erano più che altro legate ai festeggiamenti del carnevale. Nella prima metà dell’800 si ritrova qualche sporadico “corso di cavalli” sostituito definitivamente dalle “corse dei sedioli” fino al 1860.
Nel 1930 Angelo Facchini riprese la tradizione estense che venne però nuovamente interrotta a causa dei conflitti mondiali, per poi essere ripristinata grazie all’impegno di Nino Franco Visentini, promotore del Palio dell’era moderna.
Oggi i Palii sono quattro: quello verde dedicato a S. Paolo per la corse delle Putte, quello rosso di S. Romano per la corsa dei Putti, quello bianco dedicato a S. Maurelio per la corsa delle asine e, infine, quello dorato per l’ambito palio di S. Giorgio abbinato alle corse dei cavalli. A contendersi le vittorie sono le otto contrade cittadine divise in quattro Rioni (con territorio dentro le mura) e quattro Borghi (territori fuori le mura cittadine). Ogni contrada è contraddistinta da due colori e da un simbolo ripreso dagli antichi stemmi araldici degli Estensi che ricordano le virtù del Signore della città e gli effetti del suo buon governo. Il Rione San Benedetto che veste i colori bianco e azzurro, porta l’insegna del diamante che fu l’impresa di Ercole, simbolo di incorruttibilità e forza del principe e dell’anello in ricordo delle politiche matrimoniali che legavano la famiglia d’Este alle più nobili casate italiane. Il Borgo San Giacomo inalbera l’aquila bianca, simbolo del potere e del mecenatismo estense e si ammanta dei colori giallo e blu. Il Borgo San Giorgio sventola i colori giallo e rosso e ha per emblema l’idra, il mostro a sette teste nascente in un rogo, impresa personale del duca Borso, che rappresenta i sette vizi capitali sanati del fuoco purificatore che li trasforma nelle sette virtù teologali. La lince è l’impresa della contrada San Giovanni e ricorda la capacità di giudicare senza venire influenzati, fu impresa di Nicolò III, astuto, inflessibile e libertino Signore della città dal 1393 al 1441. I colori rosso e blu ornano i costumi dei suoi figuranti e delle sue bandiere. Il territorio del Borgo San Luca costituisce la prima estensione del nucleo cittadino sorto attorno all’omonima chiesa. Sullo sfondo dei colori rosso e verde si fregia dell’impresa dello steccato o paraduro, adottata prima da Leonello e poi dal fratello Borso per ricordare le grandi imprese di bonifica attuate dagli Estensi. La contrada di Santa Maria in Vado si riconosce nei colori giallo e viola e innalza a propria insegna l’unicorno, il mitico animale che purifica le acque putride, simbolo dei lavori di risanamento promossi dagli Estensi. Il Rione San Paolo veste i colori bianco e nero che sono quelli propri dello stemma cittadino e si fregia del simbolo dell’aquila estense sulla ruota. Infine il Rione Santo Spirito si identifica nei colori giallo e verde e nell’impresa della granata svampante, emblema legittimo di Alfonso I, il duca artigliere che curava personalmente la costruzione delle sue bombarde in una delle torri del castello.
Il Palio di Ferrara non è limitato solamente alle corse, infatti tutto il mese di Maggio è scandito della manifestazioni legate alla rievocazione storica di un illustre passato, iniziando con la suggestiva Benedizione dei Ceri e dei Palii a cui partecipa una rappresentanza della Corte e delle contrade, a sottolineare l’importanza dell’aspetto religioso nella vita degli Estensi e della popolazione ferrarese. L’appuntamento successivo è riservato agli Antichi Giochi delle Bandiere, in cui i musici e gli sbandieratori delle otto contrade si contendono il primato nelle rispettive specialità. Gli sforzi di un allenamento lungo un anno intero regalano all’orgoglio cittadino e contradaiolo campioni riconosciuti a livello nazionale.
La manifestazione sicuramente più rinomata è il Corteo Storico che fa rivivere nella splendida cornice di Corso Ercole d’Este il sontuoso corteo di Borso; è in questa occasione che la spettacolarità e la fantasia, supportate da una meticolosa e paziente ricerca storica, danno il meglio di sé. Più di 1200 figuranti tra dame, cavalieri, armati, maghi, saltimbanchi, popolani, sbandieratori e musici offrono uno spettacolo emozionante, che culmina in Piazza Castello con rappresentazioni allegoriche e teatrali e con la presentazione al Duca Borso dei campioni che correranno le gare del Palio.   Metabolizzate le sconfitte o le gioie della vittoria, il popolo del Palio si rimbocca nuovamente le maniche per dare vita a giostre, tornei, e presenze in altre città. Grazie all’impegno e al lavoro volontario dei contradaioli, il Palio può essere considerato uno dei vanti della città di Ferrara e un valido strumento sociale di associazione, trasmissione di valori, spirito di gruppo, amicizia e conoscenza della storia e delle tradizioni della nostra città: un ambasciatore di Ferrara.